Quesiti colf e badanti 2 |
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| lavoro badante Site Admin Iscritto: 12 Ago 2007 Messaggi: 87 |
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84) Ho mia madre non più autosufficiente, neanche mentalmente, e viene accudita da una signora Ucraina che con la nuova legge dovrò mettere in regola. Il datore di lavoro deve essere uno dei figli o può essere lei stessa? Che tipo di problemi possono esserci per i figli che fossero costretti a "fare" i datori di lavoro?
L'articolo 33 della legge 189/2002 che disciplina la sanatoria dei lavoratori extracomunitari definisce la badante come quel lavoratore che presta assistenza in favore di un componente della famiglia del datore, componente affetto da patologia o handicap che ne limita l'autosufficienza. Dal tenore letterale della norma si evince solo la necessaria esistenza di un vincolo familiare tra il datore e l'assistito, senza alcuna ulteriore specificazione. Inoltre con riferimento alle badanti la norma non fa alcun riferimento al concetto di nucleo familiare, concetto che richiama quello della convivenza familiare, e che invece viene espressamente menzionato nella parte dedicata ai collaboratori domestici. Al di là poi dell'interpretazione letterale della norma, per consentire un'effettiva applicazione alla sanatoria in oggetto, si deve necessariamente consentire che a stipulare il contratto di lavoro sia anche il figlio non convivente del padre anziano o portatore di handicap che necessita di assistenza. Questa ipotesi non farebbe altro che rispecchiare l'effettiva modalità di svolgimento del rapporto di lavoro, in cui cioè è il figlio che provvede a dare le direttive al lavoratore extracomunitario nonché a retribuirlo. 85) Non capisco se l'obbligo di sostenere le spese di viaggio per il rientro in patria dell'immigrato a carico del datore di lavoro sussista: solo in caso di espulsione del lavoratore colpito da sanzioni a qualsiasi titolo (ovvero perdita del diritto di soggiorno) a proprio carico; o in qualsiasi situazione che preveda il rientro in patria del lavoratore durante la dipendenza del medesimo; anche nel caso di regolare risoluzione del rapporto di lavoro fra le parti ovvero per i sei mesi successivi entro i quali il lavoratore può trovare altra stabile occupazione. L'obbligo di sostenere le spese di viaggio per il rientro nel Paese di origine del lavoratore spetta al datore di lavoro allorché il rientro sia posto in dipendenza del rapporto di lavoro (cessazione per licenziamento, dimissioni, scadenza del contratto); rientrano pertanto ragioni collegate a sanzioni a carico del lavoratore per fatti che gli fanno perdere il diritto al soggiorno. 86) Sto regolarizzando la situazione di una "badante" che mi ha anticipato che, non appena riceverà il permesso di soggiorno, andrà in Ucraina per qualche mese (minimo due). Naturalmente, per quel periodo, sono costretto a trovare una sostituta. Come devo rapportarmi con questa seconda persona? La sostituzione potrà avvenire assumendo un'altra lavoratrice a tempo determinato seguendo la procedura ordinaria che presuppone il rispetto dei flussi di ingresso, a meno che non si tratti di lavoratrice già munita di permesso di soggiorno. 87) Un cittadino extracomunitario è entrato regolarmente in Italia per motivi di lavoro subordinato stagionale. Il rapporto di lavoro stagionale non si è però concretizzato; al cittadino extracomunitario si è presentata l'opportunità di essere occupato presso altra azienda non "stagionale". Nell'impossibilità di convertire il permesso di soggiorno è percorribile la strada della sanatoria (di fatto il lavoratore non è clandestino)? In caso affermativo, diventa determinante la data di ingresso in Italia? Nel caso il rapporto stagionale non si sia concretizzato, e vi siano state ordinarie prestazioni nei tre mesi precedenti la data di entrata in vigore del citato decreto, si potrà procedere alla regolarizzazione e diventa essenziale la data di ingresso in Italia del lavoratore. 8 Il lavoratore dovrà esibire agli organi di Polizia copia della dichiarazione di emersione da chiedere al proprio datore di lavoro e copia della dichiarazione presentata. Poiché i dati della regolarizzazione del rapporto di lavoro dovranno essere comunque riportati sui libri paga e matricola, lo stesso consulente del lavoro può autenticare copia della dichiarazione. 89) Può essere regolarizzato il rapporto di lavoro iniziato in data precedente l'entrata in vigore della legge e, cioè, se il lavoratore extracomunitario sta lavorando da un periodo inferiore ai tre mesi? Secondo l'interpretazione letterale della legge (articolo 33) fornita dai ministeri interessati non è possibile la regolarizzazione di un lavoratore straniero il cui rapporto di lavoro subordinato sia iniziato dopo il 10 giugno 2002. 90) Quale procedura dovranno seguire i datori di lavoro per assumere un infermiere extracomunitario? E che vantaggio porta la legge sui flussi per la pratica dell'assunzione? Infine, il diploma dell'infermiere viene riconosciuto in Italia? Per la regolarizzazione degli infermieri professionali stranieri occorre attenersi alla procedura del dl 195/2002 in corso di conversione in legge, presentare quindi l'istanza entro il 10 ottobre 2002 (termine che dovrebbe essere prorogato all'11.11.2002), pagare il contributo forfetario di 100 euro e le spese postali in misura pari a 100 euro. 91) Quali documenti possono dimostrare che il lavoratore era presente in Italia prima del 9 settembre 2002 ed è questa la data limite? Il visto di ingresso di un paese della Ue diverso dall'Italia potrebbe avere valore? Una spedizione di denaro tramite un'agenzia oppure una multa di un vigile oppure una autentificazione di firma presso un Comune o un notaio? Il datore di lavoro di un'assistente domestica può essere diverso dall'assistita e in questo caso allo stesso spettano le detrazioni Irpef per i contributi e lo stipendio pagati? La data di ingresso in Italia non può essere successiva al 10 giugno 2002, in quanto presupposto per la regolarizzazione è che tra il datore e il lavoratore si sia costituito un rapporto di lavoro subordinato in data antecedente tre mesi rispetto al 10 settembre. Per tutto il resto valgono gli elementi di prova forniti dal lettore. Il datore di lavoro di una badante può essere un familiare dell'assistita che siano entrambi componenti il nucleo familiare. Le detrazioni Irpef sono riferite ai contributi versati all'Inps e non anche alle retribuzioni corrisposte alla lavoratrice. Attualmente l'importo deducibile è per un massimo di 1.549,37 euro. 92) É possibile regolarizzare lavoratori stranieri già espulsi (con foglio di via e senza accompagnamento alla frontiera) per mancanza di permesso di soggiorno e ancora presenti in Italia? I motivi di giustizia che non consentono la regolarizzazione (articolo 33, comma 7) riguardano: a) motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno; b) segnalati ai fini della non ammissione nel territorio italiano; c) denunciati per uno dei reati di cui agli articoli 380 e 381 del Codice di procedura penale (arresto in flagranza di reato). 93) In alternativa alla carta di identità il dichiarante può allegare la patente di guida? Se il datore di lavoro è munito di patente rilasciata a suo tempo dal Prefetto, si ritiene che la stessa possa valere come documento di identificazione. 94) Un lavoratore extracomunitario ha un permesso di soggiorno per motivi famigliari della durata di due anni scadente a fine 2002. A dicembre 2002 al momento del rinnovo del permesso di soggiorno il lavoratore non avrà più i requisiti di ricongiunzione familiare e non potrà rinnovare il permesso di soggiorno con sua impossibilità a restare in Italia. Alla data attuale il lavoratore ha un contratto di lavoro subordinato regolare a tempo indeterminato. É possibile usufruire della sanatoria per ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro? Non è possibile applicare la sanatoria ma solo le regole generali previste dal Testo unico. Infatti, il requisito essenziale per l'applicazione dell'articolo 33 della legge 189/02 è che la dichiarazione sia finalizzata all'emersione di lavoro irregolare e che questo sia in essere nei tre mesi antecedenti la data della sua entrata in vigore. 95) Una vicina di casa, invalida al 100%, viene aiutata circa 4 ore la settimana da una signora moldava che sistema la casa e le fa compagnia. É tenuta a qualche azione di regolarizzazione? Il requisito minimo per la regolarizzazione non è l'orario di lavoro, ma la retribuzione che è stata quantificata in 439 euro mensili. Tenendo conto della durata della prestazione non sembra che la datrice di lavoro possa garantire la retribuzione di cui sopra. Salvo che la stessa lavoratrice non intrattenga contemporaneamente altri rapporti di lavoro tali da raggiungere complessivamente la retribuzione minima di 439 euro. In questo caso i vari datori di lavoro potranno effettuare, quota parte, la regolarizzazione. 96) Come ci si può comportare nel caso di assenza del passaporto? E in caso di imminente scadenza? Il lavoratore straniero sprovvisto del passaporto può chiedere alla propria rappresentanza diplomatica il rilascio di un nuovo passaporto ovvero del certificato di cittadinanza. Se il passaporto è di prossima scadenza, lo straniero deve chiedere sempre alla sua rappresentanza diplomatica il rinnovo del documento producendo eventualmente copia della ricevuta di presentazione della domanda di regolarizzazione. 97) Quale cognome si deve indicare per le donne coniugate che con il matrimonio perdono il cognome da nubile? Il cognome da indicare sul modulo di regolarizzazione è quella che risulta dal passaporto. 9 La regolarizzazione è possibile anche per tutti gli stranieri titolari di permessi di soggiorno che non consentano un'attività lavorativa (e comunque anche per studio) purché sia soddisfatto il requisito della occupazione nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge n. 189/2002. 99) La persona che vorrei regolarizzare come colf è arrivata in Italia il 26 maggio: rientra nella sanatoria o no? La possibilità della sanatoria sussiste se il cittadino straniero è entrato in Italia nel maggio del 2002 e si anche verificato nei suoi confronti il requisito dell'occupazione nei tre mesi antecedenti l'entrata in vigore della legge 189/2002 (10 settembre 2002). La mancanza del permesso di soggiorno che consentiva l'attività lavorativa potrà, quindi, essere sanata con la contestuale regolarizzazione del periodo di lavoro pregresso e con la stipula del contratto di soggiorno. Rientrano nella casistica i permessi di soggiorno per turismo, per motivi di studio nonché i permessi di soggiorno scaduti. 100) Come si presenta la domanda di regolarizzazione di una colf che presta servizio presso più datori? presentando una sola domanda? Ciascun datore deve presentare una domanda di regolarizzazione e quindi versare il contributo forfetario di euro 290,00. Nell'ipotesi di coesistenza di più datori è consigliabile - verificandone la possibilit presso l'ufficio postale - di raccogliere tutte le domande in un'unica consegna. 101) Come si divide il salario minimo mensile nel caso di più datori? La legge sulla sanatoria si limita a dire che al lavoratore spetta un salario minimo mensile lordo di euro 439,00, senza specificare a quante ore di lavoro tale salario corrisponda. Perciò non viene definito un criterio oggettivo per ripartire la retribuzione tra più datori. Rimane comunque fermo l'obbligo per il datore di lavoro che intenda regolarizzare il collaboratore domestico extracomunitario di rispettare i limiti minimi di retribuzione previsti dalla contrattazione collettiva. Però la domanda presentata da ogni singolo datore non potrà essere accettata nel caso in cui la Prefettura, dopo aver riunito tutte le domande riferite allo stesso lavoratore, accerti che il salario complessivamente corrisposto al lavoratore è inferiore a euro 439,00. 102) Come si calcolano le ferie della colf in caso di più datori di lavoro? Le ferie sono un diritto che spetta a ciascun lavoratore, nella misura annuale prevista dal contratto collettivo di categoria (26 giorni per i lavoratori domestici), indipendentemente dall'orario di lavoro effettuato. Pertanto, nel caso in cui il lavoratore domestico intrattenga più rapporti part time, ciascun datore di lavoro deve garantire un periodo di ferie di 26 giorni all'anno che saranno ovviamente retribuiti in proporzione all'orario effettuato. Se ad esempio viene corrisposta una retribuzione di 100 euro a settimana, il compenso per ogni giorno di ferie è pari a 16,66 euro (100 x 52 : 12 : 26). Per i periodi di lavoro inferiori all'anno i giorni di ferie devono essere riproporzionati nella misura di 2,16 ( 26 : 12) giorni per ogni mese lavorato, considerando come mese interi quelli pari o superiori a 15 giorni. 103) La sanatoria dà diritto al bonus fiscale di 800mila lire? Se sì, cosa succede in presenza di più datori di lavoro? Il credito di imposta previsto dall'articolo 7 della legge 338/2000 spetta anche ai datori di lavoro domestico, per le assunzioni a tempo indeterminato che incrementano il numero dei dipendenti rispetto alla media del periodo ottobre 1999/settembre 2000. Potenzialmente, quindi, ciascun datore di lavoro che possiede i requisiti previsti dalla legge può beneficiarne. É opportuno tuttavia attendere chiarimenti da parte del ministero dal momento che nella norma non se ne parla e che in una situazione non identica ,ma che presenta alcune analogie, (emersione del lavoro irregolare di cui alla legge 383/2001) il ministero delle Finanze ne ha escluso l'applicabilità. Va infine segnalato che per il 2002 in ogni caso sono esaurite le disponibilità finanziarie. 104) Il datore di lavoro di una badante può essere diverso dal componente della famiglia che è limitato nell'autosufficienza? Anche se dal punto di vista giuridico potrebbero sorgere perplessità in merito alla validità di un contratto stipulato da un soggetto diverso da quello che riceve la prestazione, si deve però tenere conto della finalità sociale che il rapporto di lavoro persegue. Per questa ragione, gli Uffici competenti alla validazione dei contratti di lavoro, cui segue il rilascio del permesso di soggiorno, nelle precedenti sanatorie, hanno ritenuto legittimi anche i datori di lavoro identificabili in familiari non conviventi. Questi ultimi, anche per gli obblighi legati al mantenimento di un congiunto inabile, possono essere qualificati quali datori di lavoro a condizione che si facciano carico di gestire il rapporto di lavoro, impartendo le direttive di massima e provvedendo al pagamento della retribuzione e dei relativi contributi. É da ritenere che non vi siano motivi per discostarsi, anche in occasione dell'attuale regolarizazone, dal comportamento descritto. Ne consegue che il datore di lavoro di una badante può essere diverso dal componente della famiglia che è limitato nell'autosufficienza. 105) É richiesto un livello minimo di reddito per il datore di lavoro che regolarizza una colf extracomunitaria? No. La norma speciale (articolo 33 legge 189/2002) non prevede un accertamento del reddito posseduto dal datore di lavoro che si accinge a regolarizzare un lavoratore anche perché si tratta di un rapporto di lavoro già in essere che prosegue in seguito all'emersione. Tuttavia, non si può escludere la rilevanza della capacità reddituale del datore di lavoro, anche nell'attuale sanatoria, quando emergono elementi che fanno pensare a rapporti fittizi, come nel caso di numerosi contratti di lavoro da parte di un solo soggetto datoriale. Non è escluso, in questa evenienza, un approfondimento in fase istruttoria, a cura dell'Ufficio competente. 106) É possibile regolarizzare colf impiegate presso Srl? E presso associazioni no profit? L'articolo 33 della legge 189/2002, nel disciplinare la regolarizzazione di colf e badanti, colloca la loro attività in ambito familiare. Un'interpretazione estensiva del concetto di ambito familiare tale da ricondurlo alla comunità familiare è condivisibile solo se le prestazioni siano rese a favore diretto e personale dei componenti della comunità stessa, come nel caso dei così detti “famigli” di comunità laiche o religiose. Pertanto, indipendetemente dalla forma giuridica del datore di lavoro, non si può prescindere da tale conclusione. Va aggiunto, peraltro, che pur tenendo conto dell'intendimento del legislatore teso a far emergere dalla clandestinità lavoratori irregolari, non si può modificare la natura del rapporto di lavoro identificandolo come domestico quando, in effetti, si tratta di rapporto ordinario. 107) Può essere regolarizzato un extracomunitario che lavori in una residenza diversa da quella in cui abita il datore di lavoro? La residenza del datore di lavoro può essere diversa dal suo domicilio. Perché si possa costituire valido rapporto di lavoro, tra questi e il lavoratore domestico (colf) è necessario però che il “sostegno familiare” (la prestazione) sia effettuato presso il luogo di vita del datore di lavoro che può avere o meno con sé altri familiari. Diversamente, per il lavoratore badante di persona non autosufficiente che sia familiare del datore di lavoro, non è necessario che vi sia la convivenza e pertanto la prestazione può essere svolta in luogo diverso dalla residenza o domicilio del datore. 108) Chi ospita o dà in locazione un appartamento a uno straniero è tenuto a denunciare alle autorità di Pubblica sicurezza i dati dell'ospite o dell'affittuario? Cosa rischia se non lo fa? Chi dà alloggio, a qualsiasi titolo ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, è tenuto, ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 286/1998 e dell'articolo 147 del Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza (Regio decreto 773/1931), a darne comunicazione scritta entro 48 ore all'autorità di Pubblica Sicurezza. La comunicazione comprende, oltre alle generalità del dichiarante, quelle dello straniero, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l'esatta ubicazione e il titolo per il quale l'immobile viene ceduto o in cui la persona alloggia. La violazione a tale obbligo è punita con la sanzione amministrativa da 154 euro a 1032 euro. 109) É possibile un contratto di soggiorno con part time verticale, con alternanza ogni sei mesi di due colf? La modalità lavorativa che viene rappresentata sembra difficilmente compatibile con la sanatoria, anche perché è possibile regolarizzare esclusivamente una colf per ogni famiglia, mentre un part-time di tipo verticale come quello proposto richiede la stipula di due contratti a tempo indeterminato. La pluralità di addetti è consentita solo per i cosiddetti "badanti", in quanto il numero degli stessi può, comprensibilmente, essere condizionato dalla necessità di assistenza continua nelle 24 ore o da un numero di persone da assistere superiore a uno. 110) Oltre ai 330 euro che si versano per la sanatoria, si dovranno pagare altri contributi per i periodi precedenti i tre mesi dall'entrata in vigore della legge Bossi-Fini? Il contributo forfetario di 290 euro ( gli altri 40 sono per spese di amministrazione) è relativo al lavoro prestato nei tre mesi antecedenti l'entrata in vigore della legge di sanatoria. La contribuzione per periodi antecedenti a quello regolarizzato è dovuta nella misura ordinaria e può essere versata anche ratealmente secondo le modalità stabilite dal decreto del ministero del Lavoro del 26 agosto 2002.. 111) Come si calcolano i contributi sulla retribuzione lorda? E come si versano? Per il calcolo dei contributi occorre anzitutto distinguere fra rapporti di lavoro con più di 24 ore settimanali e rapporti di lavoro il cui orario non supera questo limite. Per i primi, la contribuzione si determina moltiplicando il numero delle ore effettivamente lavorate nel trimestre per la contribuzione unica di 0,86 euro (di cui 0,19 a carico del lavoratore). Per i rapporti di lavoro fino a 24 ore settimanali, occorre preliminarmente ricondurre la retribuzione oraria effettiva a una delle tre classi di retribuzione oraria convenzionale prese a riferimento per la contribuzione. Determinata la classe, si identifica il contributo orario e lo si moltiplica per il numero delle ore lavorate nel trimestre. La retribuzione effettiva da considerare è quella corrisposta, maggiorata del rateo di tredicesima mensilità. Il versamento è trimestrale, entro il 10 del mese successivo all'ultimo mese del trimestre solare, utilizzando i bollettini di conto corrente postale che l'Inps fornisce prestampati. 112) Come va indicata sul modulo l'attività di una badante? Sulla base delle ore lavorate o delle mezz'ore, come prevede il contratto? Per i collaboratori domestici conviventi nel 2002 è scattata la riduzione oraria di mezz'ora settimanale. Il modello non consente, però, l'indicazione di valori superiori alle due cifre. 113) Al badante spettano ferie e tredicesima? Al badante si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale domestico: spettano la tredicesima mensilità da erogare in occasione del Natale e 26 giorni di ferie. 114) Con la sanatoria quando va richiesta l'iscrizione all'Inps? La circolare 13 del 19 luglio 2002 del ministro dell'Interno prevede che presso lo Sportello polifunzionale della Prefettura possa essere presente anche una postazione dell'Inps per l'apertura della posizione assicurativa. In alternativa, il datore di lavoro dovrà recarsi presso lo sportello della sede Inps territorialmente competente. L'Inps, peraltro, ha precisato con la circolare 56 del 22 marzo 2002 che l'impiego di un lavoratore con permesso di soggiorno scaduto o non valido non fa venir meno l'obbligo della contribuzione. 115) Qual è la retribuzione minima per accedere alla sanatoria? Che valore occorre riportare nella casella “ore di lavoro settimanale” per raggiungere la cifra di 439 euro? La retribuzione minima da corrispondere al lavoratore da regolarizzare non può essere inferiore a 439 euro mensili. Il ministero del Lavoro ha fornito la tabella di equivalenza fra tale importo e le ore di lavoro per il personale non convivente, Si tratta di un reddito minimo ritenuto indispensabile per il mantenimento del lavoratore. Comunque, in via generale, va ribadito che comunque la retribuzione da corrispondere è quella stabilita dal contratto nazionale per il lavoro domestico. Per esempio, per un lavoratore non convivente, inquadrato al 2^ livello, il Contratto collettivo nazionale di lavoro stabilisce una paga oraria minima pari a 4,157 euro che va moltiplicata per il numero delle ore lavorate stabilito dalle parti. Qualora l'ammontare complessivo mensile, così determinato, sia al di sotto del minimo previsto (439 euro), si deve apportare una variazione in aumento o del minimo retributivo o delle ore lavorate sino alla cifra di 439 euro, al cui raggiungimento possono concorrere anche più datori di lavoro. 116) Quali sono gli obblighi ai fini Inail? Il premio per la copertura assicurativa è compreso nell'ammontare complessivo del contributo versato all'Inps. All'INAIL deve però essere trasmessa la comunicazione del codice fiscale del lavoratore assunto, entro 24 ore dalla firma del contratto di soggiorno. 117) La sanatoria implica adempimenti anche presso il ministero del Lavoro? Una volta firmato il contratto di soggiorno presso lo sportello polifunzionale della Prefettura, il rapporto di lavoro è a tutti gli effetti in essere, regolare e quindi noto al ministero del Lavoro. Il datore sarà probabilmente tenuto a comunicare il rapporto di lavoro al Centro per l'impiego, ma nessuna precisazione in tal senso è stata tuttora fornita. 118) Se per dimissioni o licenziamento il rapporto di lavoro con la colf si interrompe, decade anche la validità del permesso di soggiorno oppure rimane valido nell'attesa di una successiva eventuale occupazione? La fattispecie della cessazione del rapporto di lavoro regolarizzato non è prevista dal provvedimento di sanatoria, che si limita a stabilire che il permesso di soggiorno è rinnovabile previo accertamento della continuità del rapporto di lavoro e della regolarità della posizione contributiva della manodopera occupata. A regime, l'articolo 22 del decreto legislativo 286/98, come sostituito dalla legge 189/2002 consente al lavoratore che abbia perso il posto di lavoro di essere iscritto nelle liste di collocamento per la durata residua del permesso e comunque per un periodo non inferiore a sei mesi, salvo si tratti di lavoro stagionale. 119) In caso di licenziamento della colf regolarizzata che cosa accade circa le garanzie sull'alloggio? A chi bisogna dare comunicazione in caso di interruzione del rapporto di lavoro? Il licenziamento fa venir meno gli obblighi del datore di lavoro, che dovrà procedere alle comunicazioni di legge, fra cui quella allo sportello per l'immigrazione che sarà istituito presso la Prefettura (Utg): nel regime transitorio le funzioni sono svolte dall'ufficio provinciale del Lavoro. 120) Se si regolarizza una colf extracomunitaria è possibile poi licenziarla senza giusta causa? Il rapporto di lavoro domestico ha una natura particolare, che lo sottrae al regime dei licenziamenti previsti per i lavoratori delle aziende. É comunque necessario, se non una giusta causa, un giustificato motivo soggettivo od oggettivo che comporta l'obbligo del preavviso. 121) Una volta regolarizzato il marito, la moglie o i figli possono restare in Italia con lui? Se la moglie è titolare di un soggiorno di lunga durata, la questione non si pone. Se la moglie è sprovvista del permesso di soggiorno, il marito può richiedere (ora alla Questura poi allo sportello unico per l'immigrazione presso la Prefettura-Utg) il nulla osta al ricongiungimento familiare, con la conseguenza però che la moglie dovrà tornare in patria per chiedere alla rappresentanza diplomatica italiana il visto di ingresso per famiglia. Se la moglie è titolare di un permesso di soggiorno anche scaduto, purché da non più di un anno, la moglie può chiedere alla Questura il permesso di soggiorno per famiglia, a condizione che il marito abbia i requisiti di reddito e alloggio. 122) In quali casi il datore di lavoro è obbligato a pagare le spese di rientro in patria? L'obbligo del datore di lavoro al pagamento delle spese di viaggio, come previsto dal contratto di soggiorno per lavoro subordinato, si concretizza quando il cittadino straniero rientra definitivamente nel Paese di provenienza. 123) Come viene determinato il costo del biglietto di ritorno per la badante? Occorrerà attendere una comunicazione ufficiale del ministero dell'Interno per conoscere l'importo della probabile fidejussione. 124) Il costo del biglietto, eventualmente, si trasferisce su un nuovo datore di lavoro, nel caso di nuova assunzione? In caso che il lavoratore straniero venga assunto da un nuovo datore di lavoro, con la stipula del contratto di lavoro, l'obbligo delle spese di rimpatrio si trasferisce al nuovo datore di lavoro. L'obbligo continua a gravare sull'ultimo datore di lavoro se nei sei mesi il lavoratore non trova un altro impiego. 125) In prefettura per il contratto di soggiorno può recarsi un parente o una persona delegata dal datore di lavoro, nel caso in cui questo fosse invalido? Qualora il familiare da assistere sia impossibilitato, per ragioni di salute, a recarsi fisicamente in Prefettura per la stipula del contratto di soggiorno, un parente potrà sostituirlo al momento della convocazione e della firma presso lo sportello polifunzionale. Questo vuol dire che il contratto sarà materialmente firmato dal parente, ma in nome e per conto dell'anziano o del portatore di handicap da assistere, e che quindi sarà quest'ultimo a rivestire la qualifica di datore di lavoro. In questo caso si applica la cosiddetta "dichiarazione sostitutiva" dell'atto di notorietà prevista dall'articolo 4 del Dpr 445/2000. Secondo questa norma il coniuge, o in sua assenza i figli, o in mancanza di questi i parenti in linea retta o collaterale fino al terzo grado possono fare una dichiarazione nell'interesse del familiare impedito per ragioni di salute, purché tale dichiarazione sia effettuata dinnanzi ad un pubblico ufficiale che accerti l'identità del dichiarante. Secondo il ministero del Lavoro, sarà possibile anche delegare, senza necessità di autentica, un soggetto terzo che dovrà esibire un documento di riconoscimento del datore di lavoro. 126) Cosa succede a una badante se l'assistito muore? Il rapporto di lavoro si risolve, la lavoratrice potrà iscriversi nelle liste di collocamento per la durata residua di validità del permesso di soggiorno e comunque per un periodo non inferiore a 6 mesi ed, eventualmente, costituire un altro rapporto di lavoro seguendo le regole previste per i prestatori italiani. 127) É possibile la sanatoria di una babysitter extracomunitaria minorenne? La babysitter extracomunitaria minorenne può essere regolarizzata se ha assolto l'obbligo scolastico. 128) Una badante aveva ottenuto dal Tribunale dei minori un permesso di soggiorno per motivi di famiglia per tre anni, in base alle procedura dettata dall'articolo 31, comma 3 del Dlgs 286/98. Qualche mese dopo la Corte d'Appello, Sezione minori, accoglieva il ricorso del procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori con il quale si impugnava la pronuncia del Tribunale dei minori, revocando quindi il precedente provvedimento del Tribunale dei minori e di conseguenza il permesso di soggiorno triennale. Qualche mese dopo alla badante veniva notificato il decreto di espulsione. Può questa persona fare domanda di regolarizzazione e ottenere il permesso di soggiorno? La legge dice che non possono essere regolarizzate le persone nei confronti delle quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rinnovo del permesso di soggiorno, e quelle che rappresentano un pericolo per la sicurezza e l'ordine pubblico. Questa signora sicuramente non rappresenta un pericolo per la sicurezza o l'ordine pubblico, è semplicemente entrata come tanti e in seguito ha cercato di regolarizzare la propria posizione. C'era anche riuscita, aveva ottenuto il permesso dal Tribunale dei minori per tre anni....poi la Corte d'Appello glielo ha revocato. Per cui non si tratta proriamente di un permesso scaduto e non più rinnovato, ma di un permesso dapprima ottenuto e poi revocato! Ha speranze questa persona? Posso consigliarle di fare la domanda di sanatoria? Allo stato attuale la legge Bossi-Fini esclude la lavoratrice straniera dal beneficio della regolarizzazione in quanto "colpita" da un decreto di espulsione. Ma c'è sempre la possibilità per la lavoratrice extracomunitaria di chiedere alla Prefettura la revoca del decreto di espulsione. 129) Vorrei presentare una richiesta di sanatoria per un collaboratore domestico filippino che lavora presso la mia abitazione ormai da 2 anni. Quando ci siamo incontrati la prima volta ho chiesto una copia del permesso di soggiorno che mi è stata regolarmente data. Ho provveduto quindi alla presentazione del dossier per l'iscrizione all'Inps. Avvenuta regolarmente l'iscrizione ho iniziato a versare i contributi. Alcuni mesi fa quando ho sollecitato al filippino il rinnovo del permesso di soggiorno (scaduto in febbraio 2001) lui ha ammesso di aver comprato un permesso falso e di avermene dato copia (permesso che quindi è stato utilizzato per l'iscrizione all'Inps). La mia preoccupazione ora è quella dei rischi che corriamo (io e lui) nel momento in cui presentiamo la domanda di sanatoria. Cosa può succedere nel momento in cui, esaminando la richiesta di sanatoria, risulta che sono stati pagati due anni di contributi all'Inps? O meglio se c'è stata iscrizione all'Inps significa che c'era un permesso di soggiorno. Quindi questo dovrebbe risultare dalla questura? Ma trattandosi di un permesso falso non risulta. Questo controllo viene effettuato? Quali sono i rischi? In questo caso, il lavoratore è stato occupato alle dipendenze del datore di lavoro “nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge n. 189/2002” e, quindi, è possibile presentare la dichiarazione di emersione. Riguardo al pagamento dei contributi Inps per il periodo di lavoro pregresso, l'Istituto con circolare 56 del 22 marzo 2002 ha previsto che il datore di lavoro è comunque tenuto a versare i contributi per il periodo in cui è stata effettivamente prestata l'attività lavorativa, anche se il lavoratore sia in possesso di permesso di soggiorno non valido. Il comma 6 dell'articolo 33 della legge 189/2002 prevede la non punibilità del datore di lavoro in relazione all'occupazione dei lavoratori extracomunitari. 130) La persona è in Italia con regolare permesso di soggiorno turistico dal 27 luglio 2002. Può essere regolarizzata con la nuova sanatoria anche se non è in Italia e non ha lavorato per almeno tre mesi. Se la risposta è no, visto che il permesso scade il 27 ottobre 2002 la domanda può essere inoltrata nei giorni successivi (entro il termine dell'11 novembre previsto dalla legge) e quindi regolarizzarla? La colf e la badante anche se munite di permesso di soggiorno turistico possono essere regolarizzate a condizione, però, che siano presenti le condizioni stabilite dall'articolo 33 della legge 189/2002. Nel caso esposto la sanatoria non è possibile per mancanza delle condizioni di legge. 131) É possibile regolarizzare due badanti, occupate per 24 ore, che si alternano ogni 3 mesi. Dopo l'11 novembre è possibile assumere badanti extracomunitarie sprovviste di permesso di soggiorno? Si possono regolarizzare anche due badanti in presenza delle condizioni stabilite dall'articolo 33 della legge 189 del 30 luglio 2002. Dopo la sanatoria, per assumere una badante sprovvista di permesso di soggiorno occorre seguire la serie di adempimenti previsti dalla normativa vigente (compresa la legge 189/2002). 132) Una volta presentata la domanda di sanatoria, quale sarà il regime fiscale riservato alla colf? Il reddito sarà assimilabile a quello di lavoro dipendente? Esiste un limite reddituale di esenzione dalla presentazione della dichiarazione dei redditi come previsto per i lavoratori dipendenti? Il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta nei confronti del lavoratore e non è, perciò, tenuto a operare le ritenute d'acconto sulle retribuzioni erogate. Il lavoratore deve provvedere alla dichiarazione dei redditi, che non deve essere presentata se non risulta un debito d'imposta superiore a 10,33 euro. Spettano le detrazioni d'imposta comprese quelle per il lavoro dipendente e il lavoratore è esonerato dalla dichiarazione quando non ha redditi diversi da quello di lavoro dipendente e l'imposta non supera l'importo delle detrazioni spettanti. 133) Sono un lavoratore autonomo la cui attività è domiciliata nella propria abitazione; poiché deduco le spese inerenti lo studio al 50% essendo studio/abitazione, potrò dedurre anche il costo corrisposto alla colf sempre al 50%? La materia è delicata in quanto, per la diversità di trattamento contributivo tra colf e personale addetto all'attività professionale, deve esserci una netta prevalenza del lavoro domestico. La cura del locale adibito a studio diventa, quindi, una parte del lavoro domestico e come tale viene considerato. 134) Nel modulo di emersione, datomi nel kit fornito alle Poste, lo spazio con quadrettatura in rosso va indicata la città dove ha sede la Prefettura competente? Nella cedola dell'assicurata, nello spazio relativo al destinatario già precompilato in parte va anche indicata la città dove ha sede la Prefettura competente? Va anche indicato il relativo indirizzo? Sulla "busta" deve essere indicata la Prefettura competente per territorio ove sarà svolta la prestazione lavorativa. La stessa indicazione dovrà essere riportata sul modello di "accettazione assicurata". 135) Vorrei regolarizzare una badante che collabora con noi da circa un anno ed è occupata nell'assistenza della suocera. Ho cercato di leggere e capire la nuova legge, ma non sono riuscito a trovare nulla riguardo ai contributi mensili che si dovranno pagare per una badante con uno stipendio mensile definito. Non vorrei trovarmi nella spiacevole situazione di impegnarmi in un contratto che poi non riesco a onorare perché, oltre allo stipendio, dovrò poi pagare tutte le ulteriori voci (tredicesima, ferie, vitto e alloggio, costi del rimpatrio). Come più volte riportato sulle pagine del Sole-24 Ore, la badante comporta i costi stabiliti dalla normativa vigente (leggi e contrattazione collettiva) ai quali fa riferimento chi ci ha posto il quesito. Il versamento dei contributi è per trimestri solari e va effettuato entro il decimo giorno successivo al mese con il quale termina il trimestre. Esempio: per il quarto trimestre 2002 (ottobre-dicembre) i contributi vanno versati entro il 10 gennaio 2003 mediante i bollettini di conto corrente postale che l'Inps invia al domicilio dei datori di lavoro domestico che hanno denunciato il rapporto di lavoro domestico. L'aliquota contributiva (ogni anno i contributi subiscono un aumento) si individua partendo dalla retribuzione oraria effettiva. Nel caso di orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali l'aliquota, che è più favorevole rispetto a quelle delle tre fasce di retribuzione, è pari a 0,86 euro dei quali 0,19 a carico della lavoratrice. Il datore di lavoro è libero di trattenere o meno la quota a carico del lavoratore ma se ha l'intenzione di fare la trattenuta questa va effettuata all'atto del pagamento dei contributi (dopo non è possibile). 136) É possibile per un condominio sfruttare la sanatoria per procedere all'assunzione di un custode? Nel caso, è necessaria un'apposita delibera dell'assemblea per autorizzare l'amministratore? La figura del condominio quale datore di lavoro è configurabile come persona fisica o giuridica? Il condominio non presenta il modello "Unico" per le imposte: questo può influenzare la dimostrazione della capacità di reddito del datore di lavoro? Il condominio non è un datore di lavoro domestico e, di conseguenza, non può avvalersi della sanatoria per colf e badanti. Potrà, invece, utilizzare la regolarizzazione per i lavoratori subordinati, se in possesso del requisito di impiego dei lavoratori stessi nei tre mesi precedenti l'entrata in vigore del decreto legge 195/2002. Datore di lavoro non è l'amministratore ma il condominio ed è questi che deve decidere. 137) Esiste un minimo di reddito annuo per poter regolarizzare una colf? Se l'indirizzo in Italia del lavoratore è lo stesso del datore di lavoro, bisogna presentare planimetria dell'appartamento? L'anno passato mi vidi rifiutare la richiesta di garanzia a causa di un procedimento penale passato nei miei confronti che mi impedì di prestare garanzia. Credete che questa volta sia diverso? La retribuzione minima da erogare al lavoratore per accedere alla sanatoria non può essere inferiore a 439 euro mensili. La norma speciale (articolo 33 legge 189/2002) non prevede un accertamento del reddito posseduto dal datore di lavoro che si accinge a regolarizzare un lavoratore anche perché si tratta di un rapporto di lavoro già in essere che prosegue a seguito dell'emersione. Tuttavia non può escludersi la rilevanza della capacità reddituale del datore di lavoro, anche nell'attuale sanatoria, quando emergono elementi che fanno pensare, per esempio, a rapporti fittizi come nel caso di instaurazione di numerosi contratti di lavoro da parte di un solo soggetto datoriale. Non è escluso, in questa evenienza, un ulteriore approfondimento in fase istruttoria, a cura dell'ufficio competente. Per ottenere il permesso di soggiorno il datore di lavoro deve fornire la garanzia della disponibilità di un alloggio; l'alloggio deve rientrare nei parametri minimi previsti dalla legge per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. La legge, ai fine dell'accesso alla sanatoria, non prevede la verifica al casellario giudiziale civile e penale. 138) In caso la colf lavori in più famiglie e insieme i datori raggiungano il minimo retributivo da assicurare alla colf stessa, qualora dopo la regolarizzazione un datore intenda interrompere il rapporto di lavoro facendo venire meno il minimo retributivo di 439 euro mensili, cosa succede? La pratica di regolarizzazione proposta da più datori di lavoro viene considerata nel suo insieme, anche se ciascun datore versa la contribuzione forfetaria e sottoscrive una dichiarazione specifica che, opportunamente, viene trasmessa con le altre. Il venire meno di uno dei rapporti di lavoro, successivamente alla regolarizzazione, potrebbe portare a una ridistribuzione dell'impegno, anche se riesce difficile immaginare che il singolo datore di lavoro sia chiamato a rispondere di una obbligazione diversa da quella per la quale si era impegnato. 139) Vorrei sapere se un genitore extracomunitario, in possesso di regolare permesso di soggiorno, titolare di attività commerciale in Italia, regolarmente avviata (con partita Iva, iscrizione alla Camera di Commercio ecc.), può assumere il figlio maggiorenne, senza permesso di soggiorno, come commesso nel proprio negozio. Lo stesso quesito riguarda una sorella che vuole assumere la propria sorella come badante al proprio figlio di pochi anni. Non vi sono motivi ostativi all'assunzione di un familiare, tanto che per la contribuzione relativa al lavoro domestico è prevista una quota oraria inferiore in quanto, per i familiari, non sono dovuti i contributi per la Cuaf (Cassa unica assegni familiari). Certamente, il rapporto di parentela non esime dall'effettiva esistenza dalla subordinazione, anzi, è opportuno che sia possibile dimostrare che l'attività non è svolta a titolo gratuito e per mera solidarietà familiare. 140) Il datore di lavoro, pensionato, vive da solo e ha problemi di deambulazione. L'extracomunitaria che ha in casa svolge lavori domestici-casalinghi e di sostegno-accompagnamento nei suoi spostamenti. Il lavoratore deve essere inquadrato come colf o come badante? Inoltre, avendo l'immigrata in questione figli nel suo Paese, sono dovuti i contributi Cuaf? Occorre verificare l'attività prevalente tenendo presente che si può regolarizzare una sola colf mentre è possibile sanare più badanti. Il contributo Cuaf (Cassa unica assegni familiari) è sempre dovuto: l'esclusione è prevista solo nel caso di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini non oltre il terzo grado che siano conviventi (parenti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati). 141) É vero che, oltre alle spese forfettarie e a quelle di istruttoria, occorre depositare (dove e a chi?) un importo pari al prezzo del biglietto aereo di solo ritorno al Paese d'origine della colf, o addirittura, acquistarne uno "open", da poter utilizzare in qualsiasi momento per poterne garantire il rientro immediato in caso di inadempienza con le leggi dello Stato italiano? Il datore di lavoro non deve depositare alcuna somma, deve soltanto impegnarsi a garantire le spese di viaggio al lavoratore per recarsi nel Paese di origine e nel caso si sia risolto il rapporto di lavoro. Sull'eventuale "deposito" per far fronte alle spese si attendono ancora chiarimenti da parte del ministero. Infine, nulla è dovuto in caso di espulsione del lavoratore visto che di norma tale provvedimento non è riconducibile al contratto di lavoro o di soggiorno. 142) Mio padre, gravemente malato, necessita da alcuni mesi di assistenza 24 ore su 24. Per questo motivo circa 4 mesi fa ho deciso di assumere una badante ucraina alla quale ho garantito alloggio e vitto. Inoltre le corrispondo una retribuzione mensile di 725 euro e fruisce di 2 ore di permesso giornaliero e di un giorno di riposo settimanale (dalle 9 alle 19). É mia intenzione regolarizzare la sua posizione e al riguardo avrei alcuni quesiti da sottoporvi. 1) Dopo la regolarizzazione, posso mantenere gli stessi accordi per quanto riguarda retribuzione e tempi di riposo? 2) Qual è l'ammontare di contributi a mio carico e a carico della badante supponendo che la retribuzione rimanga di 725 euro mensili e l'orario di lavoro quello di cui sopra (assistenza 24 ore su 24, riposo di 2 ore al giorno e un giorno di riposo settimanale)? Quante sono le ore giornaliere che devono essere considerate per il calcolo dei contributi stessi? 3) Qual è il periodo minimo e massimo di durata del contratto? Che cosa succede se mio padre dovesse mancare prima della scadenza del contratto? Il contratto è automaticamente risolto oppure devo garantire alla badante per un periodo minimo l'alloggio e corrispondere il compenso mensile? Ecco le risposte in ordine ai quesiti. 1) Si può continuare con la stessa retribuzione concordata con la badante in quanto supera il minimo retributivo mensile contrattuale di 439 euro. Secondo il vigente contratto per i collaboratori domestici (articolo 16) il riposo settimanale è di 36 ore, da godersi 24 ore di domenica e le residue 12 ore in qualsiasi altro giorno della settimana. Le ore di permesso sono conformi al contratto (articolo 22), anzi vengono riconosciute delle ore di permesso in più. 2) Trattandosi di orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali il contributo orario è pari a 0,86 euro dei quali 0,19 a carico della badante. Le ore giornaliere vanno concordate, tenendo presente che il vigente contratto (articolo 17) prevede per i collaboratori conviventi 54 ore e mezzo settimanali come massimo. 3) Si tratta del contratto di soggiorno con permesso di soggiorno della durata di un anno. Nella malaugurata ipotesi di morte del padre il contratto stipulato dal padre medesimo si risolve automaticamente.Alla badante spettano le competenze maturate e vanno versati anche i contributi previdenziali per i periodi di lavoro della badante. 143) Supponendo che una lavoratrice straniera abbia iniziato a lavorare come colf nel gennaio 2002 e che ora il datore di lavoro intende regolarizzarla presentando la domanda il 31 ottobre 2002, quali sono gli oneri per il periodo che va da gennaio 2002 a maggio 2002? E dal 10 settembre al 31 ottobre 2002? Il periodo 10 giugno-10 settembre è coperto dal contributo forfettario di 290 euro, da pagare all'atto della domanda. Quanto al pregresso, il ministero del Lavoro, con decreto 26 agosto 2002 ha stabilito il pagamento dei contributi in misura ordinaria, con possibilità di chiedere la rateazione fino a 36 mesi, con l'aggravio degli interessi legali fino a 24 mesi e di differimento oltre tale termine. Per i periodi successivi al 10 settembre i contributi saranno versati nelle forme ordinarie mediante i bollettini trimestrali che saranno forniti dall'Inps. 144) É possibile, in base al decreto legge 195/2002, stipulare un contratto di soggiorno per lavoro subordinato a tempo indeterminato di durata maggiore di due anni, in modo che il permesso di soggiorno possa valere per un periodo superiore a due anni? Se non fosse possibile, una volta scaduti i due anni, qual è l'iter per rinnovare il permesso di soggiorno per lavoro? Il rinnovo è sempre biennale? Un lavoratore, che per il momento arriva in Italia con un permesso di soggiorno turistico, entro quanti giorni dall'arrivo deve stipulare il contratto di lavoro subordinato contenente le garanzie da parte del datore di lavoro circa l'alloggio e il rimborso delle spese di rientro? Il permesso di soggiorno ha una propria disciplina con una durata massima, per i contratti a tempo indeterminato, di due anni. Va da sé che il permesso di soggiorno può essere rinnovato se si dimostra che il rapporto di lavoro continua secondo i requisiti previsti dalla legge. Il permesso di soggiorno deve essere rinnovato alla Questura previa attestazione del l'Inps (in caso di rapporto di lavoro domestico) o del Centro per l'impiego, negli altri casi. La richiesta di rinnovo deve essere presentata, nel caso di un contratto a tempo indeterminato, almeno 90 giorni prima della scadenza. Il permesso di soggiorno può essere rinnovato per una durata non superiore a quella stabilita al momento del rilascio (due anni in caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato). Non è prevista la trasformazione di un permesso di soggiorno turistico in quello di lavoro subordinato, tranne in caso di sanatoria. 146) In riferimento al modello per la richiesta di regolarizzazione, è obbligatorio, da parte del datore di lavoro, compilare i dati sulla sistemazione alloggiativa del lavoratore nel caso in cui quest'ultimo sia provvisto di un alloggio presso persone disponibili a garantirlo? Nel modello di regolarizzazione occorre indicare l'indirizzo del l'alloggio ove il lavoratore è sistemato. La legge prescrive che il datore di lavoro garantisca la sistemazione alloggiativa. É consigliabile munirsi della documentazione atta a provare la circostanza del l'effettivo godimento dell'alloggio. Non è previsto che tale documentazione sia allegata alla domanda di emersione. Va tuttavia ricordato che, in ogni caso, resta valido l'impegno assunto dal datore di lavoro nel contratto di soggiorno consistente nel garantire una sistemazione alloggiativa al lavoratore. Su questo punto si ricorda che il Dl 195/2002 (riguardante i soli lavoratori dipendenti) ha previsto la possibilità di recuperare, a carico del lavoratore, le spese che il datore di lavoro ha, eventualmente, sostenuto per far fede all'impegno. L'addebito dei costi può avvenire in rate mensili, sulla busta paga, trattenendo un importo comunque non superiore a un terzo della retribuzione complessiva mensile corrisposta al lavoratore. É da ritenere che tale disposizione anticipi parte del contenuto del regolamento di attuazione che verrà emanato successivamente. Con il provvedimento si definiranno, tra l'altro, i criteri di ripartizione degli oneri riferiti alla sistemazione alloggiativa, per tutte le categorie di lavoratori, a prescindere dalla sanatoria. 147) Il contratto collettivo nazionale (Ccnl) per i prestatori di lavoro domestico prevede una retribuzione mensile per i lavoratori a full time del terzo livello (il più basso) pari a 405,59 euro. Questo importo può diminuire proporzionalmente in caso di part time. Adesso,áper aver diritto alla sanatoria,ási deve corrispondere uno stipendio minimo di 439 euro a prescindere che il rapporto di lavoro sia part time o full time a impegnarsi ad applicare interamente il contratto collettivo. Ma non è una contraddizione? E in questo modo non si crea disparità di trattamento tra chi è interessato alla sanatoria e chi no? In ogni caso, successivamente alla stipula del contratto di lavoro, tutti gli istituti differiti previsti dal Ccnl dovranno essere calcolati tenendo contro della retribuzione mensile di 439 euro o di quella prevista dal Ccnl pari a 405,59 euro? La disposizione normativa che impone di corrispondere un compenso non inferiore al minimo contrattuale (405,59 euro per un lavoratore convivente inquadrato al secondo livello) non è in contraddizione con l'importo minimo fissato dall'amministrazione pari a 439 euro. Quest'ultimo importo deriva infatti dalla necessità, anche questa prevista dal Testo unico sull'immigrazione, secondo cui “è consentito l'ingresso allo straniero che dimostri la ... disponibilità di mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno...”. Il ministero del Lavoro già nel 2000 aveva precisato che questo reddito minimo ammontava a 850mila lire, che corrispondono agli attuali 439 euro. É vero che potrebbe creare delle disparità di trattamento, quando la durata della prestazione non giustifica tale compenso, ma va visto come condizione indispensabile per ottenere il permesso di soggiorno. Una volta che il datore di lavoro ha sottoscritto un contratto indicando l'importo concordato, tutti gli altri istituti retributivi differiti (tredicesima, trattamento di fine rapporto) dovranno essere commisurati al compenso pattuito. 148) Qual è l'effettiva portata della norma che impone al datore di lavoro di dover garantire un alloggio al lavoratore (colf)? Nel mio caso la lavoratrice abita per conto suo anche perché lavora per più datori di lavoro (mi faccio però io carico della regolarizzazione). Di conseguenza gradirei sapere cosa, nel mio caso, bisogna indicare nel modulo di sanatoria in relazione a questo aspetto. Vorrei inoltre sapere se successivamente alla regolarizzazione è possibile modificare (in aumento o in diminuzione) il numero di ore lavorative dichiarate e qual è la procedura sia in caso di contratto lavoro a tempo determinato che indeterminato. Al momento nel modulo deve essere indicato l'indirizzo effettivo della lavoratrice. Il regolamento, che dovrebbe essere emanato entro sei mesi, potrà indicare ulteriori condizioni riguardanti l'alloggio. É possibile che possano essere effettuate meno ore di lavoro rispetto a quelle dichiarate inizialmente purché vi sia l'accordo e la retribuzione complessiva (somma delle retribuzioni tra quelle percepite anche da altri datori di lavoro) non sia inferiore a 439 euro. Per la disciplina del lavoro domestico occorre fare riferimento al contratto collettivo nazionale di lavoro che potrà essere reperito nelle librerie specializzate o direttamente presso le organizzazioni e associazioni sindacali. 149) Se il lavoratore irregolare è in possesso di passaporto scaduto come deve comportarsi? Se il lavoratore ha già richiesto e otterrà il nuovo passaporto dal suo Paese d'origine qualche giorno prima o dopo il 9 settembre, possono esserci dei problemi visto che ciò comporta una implicita dichiarazione di essersi assentato qualche giorno dall'Italia (per fare le pratiche ecc.) nei tre mesi antecendenti il 9 settembre? Sul modello dovrà essere indicato il documento di identità già in possesso del lavoratore. Si ritiene che in sede di firma del contratto la documentazione potrà essere integrata (aggiornata) con il passaporto in corso di validità. La circostanza che il lavoratore si sia assentato dal lavoro per qualche giorno non è influente ai fini della prosecuzione del rapporto di lavoro, in quanto in tali giorni potrebbe essere considerato in ferie. 150) Avendo presentato il kit di regolarizzazione, e in attesa della effettiva stipula del contratto di lavoro, alla luce delle recenti disposizioni Inps, il datore di lavoro è obbligato fin dal 10 sttembre 2002 alla registrazione sul libro matricola e al versamento dei contributi correnti, oppure deve attendere la convocazione presso la Prefettura-Utg competente? Nel caso in cui l'azienda è obbligata alla registrazione nei libri regolamentari e quindi al relativo versamento contributivo mensile, ma successivamente non verrà rilasciato il permesso, cosa rischia il datore di lavoro? I contributi versati saranno rimborsati? Il rapporto di lavoro si intende costituito dal 10 settembre 2002. Nel periodo che va da tale data al momento della stipula del contratto di soggiorno e del rilascio del permesso di soggiorno, il rapporto produce tutti gli obblighi di legge e di contratto e quindi, va formalmente inquadrato; sono dovuti i contributi in quanto la prestazione ha avuto luogo. In caso di mancato accoglimento dell'istanza i contributi non saranno restituiti essendosi verificata la prestazione di fatto. Il datore di lavoro non dovrebbe essere punibile, per la mancanza del permesso di soggiorno, fino alla data della comunicazione del diniego. |
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